lunedì 25 aprile 2011

25 aprile, Festa della Liberazione

A due dei partigiani commemorati dalla lapide posta all'ingresso del "Galileo Ferraris", Bruno Caccia e Ettore Ruocco, furono intestate borse di studio destinate agli studenti meritevoli: 




Bruno Caccia nacque a Torino il 16 maggio 1925 e dopo la maturità scientifica al Galfer si iscrisse al Politecnico. Dopo l'8 settembre aderì alla banda autonoma partigiana di Silvio Geuna "Gran Dubbione". Fu arrestato, per il tradimento di un compagno, insieme con il fratello Furio e altri la sera nella quale avrebbe dovuto aver luogo  l'attacco all'armeria dell'aeroporto di Venaria Reale.  Morì a 19 anni a Dachau (distaccamento di Mühldorf), arso vivo in un forno crematorio. Sulla sua casa di Corso Vinzaglio 12 fu apposta una lapide a cura della Democrazia Cristiana. Il fratello Furio, al quale dobbiamo una testimonianza su Bruno ( Furio Caccia, Parlo di mio fratello, in "Liberazione. Documentario della lotta clandestina e partigiana", settembre 1943-maggio 1945, Torino, Quaderni del Popolo Nuovo, 1945, p. 18), nel 1945, tornato a Torino, sarebbe stato assunto come annunciatore di Radio Torino Libera  e il 3 gennaio 1954 sarebbe stato il primo giornalista a leggere le notizie in diretta alla TV italiana. (cfr. Maria Grazia Bruzzone, L'avventurosa storia del TG in Italia, Milano, Rizzoli, 2002, passim).

Al sottotenente di artiglieria in S.P.E. Ettore Ruocco, nato a Napoli il 27 gennaio 1920, maturità al Galfer nel 1939-40, partigiano del I Gruppo Divisione Apina Mauri, fu conferita la medaglia d'oro alla memoria con la seguente motivazione:"Ufficiale generoso e pieno di ardimento, fu tra i primi organizzatori del movimento partigiano del Piemonte. Ferito in combattimento, ritornava, appena guarito, tra i partigiani. Attaccato da preponderanti forze tedesche, si batteva eroicamente in tre giornate di duri combattimenti. Catturato, sopportava con stoica fermezza un mese di patimenti e di torture senza mai svelare nulla, neppure il suo nome, per non compromettere i familiari. Cadeva sotto il piombo nemico gridando: Abbasso i tedeschi. Viva l'Italia". Cairo Montenotte, 16 aprile 1944. (Cfr. http://www.italia-liberazione.it/ultimelettere/ultimelettereanagrafe.php?ricerca=717&presentazione=1)

sabato 16 aprile 2011

Soltanto la scuola pubblica può salvare l'Italia

Del buon politico, del valore della scuola pubblica e degli insegnanti ... attraverso alcune considerazioni scritte nel 1965 su un quaderno di scuola, a proposito dell’elezione del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Ovvero come deve essere un buon politico agli occhi di un’allieva di quarta elementare della scuola pubblica di 46 anni fa, oggi insegnante. Per comprendere quanto sia cambiata l’Italia e come soltanto la scuola pubblica ci possa salvare.













giovedì 14 aprile 2011

Un bando di concorso in onore di Attilio Mussino

Il Comune di Vernante bandisce il 6° concorso nazionale di pittura Attilio Mussino. http://www.comune.vernante.cn.it/documenti/Bando_2011.pdf
Il grande disegnatore, noto soprattutto per le sue illustrazioni di Pinocchio e la collaborazione al "Corriere dei Piccoli"sin dal 1908, scelse di vivere nel comune della provincia di Cuneo, che lo ricorda con i Murales di Pinocchio, la Scuola Elementare, i giardini pubblici e il Museo Civico a lui intitolati. Il Concorso è aperto a tutte le scuole di ogni ordine e grado. L'adesione deve avvenire entro il 30 aprile 2011. "I concorrenti devono presentare opere a tema e forma libera di rappresentazione grafica del Pinocchio di Attilio Mussino con elementi figurativi che richiamino il patrimonio storico - culturale e ambientale di Vernante e ai 150 anni dell’Unità d’Italia."
Giorgio Cosimo Mussino, figlio di Attilio, morì il 3 giugno 1945 a causa di un ordigno inesploso.  Allievo del Galileo Ferraris, dopo la maturità scientifica nel 1929-30, conseguì la laurea in Ingegneria. Combatté durante la II Guerra Mondiale come tenente del 3° Reggimento del Genio Ferrovieri, unendosi agli Alleati dopo l'8 settembre. Morì ad armistizio concluso. Il suo nome è inciso nella lapide nell'atrio del Galileo Ferraris.  

martedì 12 aprile 2011

Scuola di Italiani: il Museo Pietro Micca













Riporto il tema relativo alla visita in quinta elementare, a. s. 1965-66, al Museo Pietro Micca.

Ultimo giorno di visita della mostra del Galfer

Oggi ultimo giorno di visita della mostra "Scuola di Italiani" al Galfer. Domani sarà ancora possibile visitare le mostre del D'Azeglio, giovedì al Gioberti, venerdì al Casale Gobetti Marchesini. Anche oggi, dai visitatori sono state poste domande e rievocate figure significative, come il prof. Renato Longo, di Matematica e fisica, valdese, e la bravissima prof. ssa Renata Chiara Castagneri, di Italiano e Latino, che nel '60 si trasferì al Segrè lasciando orfani gli allievi, in particolare quelli all'ultim'anno.

sabato 9 aprile 2011

Due Filogamo allievi del Galfer

Si tratta dei cugini Carlo ed Ezio Filogamo.  Carlo, di Francesco ( Torino 25 dicembre 1909 -13 dicembre 2003),  era fratello di Nunzio, celeberrimo presentatore radiotelevisivo, di Ignazia, di Domenico e di Guido, il più giovane, illustre medico, accademico delle scienze, già preside di Medicina. Carlo aveva frequentato il liceo scientifico nella sezione A e ottenuto la maturità scientifica nel 1927-28. Dopo aver esordito nel 1927 con il fioretto, divenne campione di sciabola: campione italiano individuale universitario nel 1933 e nel 1934, campione mondiale studenti nel 1939, nel 1940 campione mondiale universitario a squadre di fioretto e argento nella sciabola a Vienna, nel 1947 campione mondiale a squadre di sciabola. Poi divenne giudice internazionale e cronista sportivo, serissimo e scrupoloso.
Ezio Filogamo (Torino, 18 giugno 1921- Quota 204 Ivanowka, fronte russo, 22 dicembre 1942) era figlio di Domenico, il titolare della ditta Filogamo, la prima in Italia a produrre pezzi di ricambio per auto. Francesco, fratello di Domenico, lo affiancava nella conduzione. Ezio sostenne l'esame di maturità scientifica come privatista al Galileo Ferraris nel 1939-40. Nella seconda guerra mondiale fu mandato sul fronte russo e- sottotenente degli alpini nella Divisione Julia, battaglione "l'Aquila" - cadde combattendo. Fu insignito della medaglia di bronzo al valore e il suo nome figura nella lapide posta nell'atrio del Galfer.

venerdì 8 aprile 2011

Letterio Di Francia sulle scuole italiane all'estero

Il secondo preside del Galileo Ferraris, Letterio Di Francia,  aveva insegnato a lungo nelle scuole italiane all'estero. Sulla base della sua esperienza tenne una relazione al VI Congresso Nazionale della Federazione Insegnanti Scuole Medie, nel 1907, mettendo le scuole all'estero in relazione con l'emigrazione italiana. Egli descrisse "una lunga odissea di dolori, d'ingiustizie, di umiliazioni": e alla sofferenza degli insegnanti, si accompagnava la decadenza delle scuole: in maggioranza scuole laiche, aperte a tutti senza distinzione dei nazionalità o religione, ma frequentate soprattutto da italiani. Le scuole scarsamente si adattavano alle condizioni locali, e sovraccaricavano lo studente. Di Francia invocava misure politiche risolutive, in particolare il passaggio degli insegnanti, che erano alle dipendenze del Ministero degli Affari Esteri, a quello dell'Istruzione.

lunedì 4 aprile 2011

Banchi di scuola: dal legno alla formica


Una delle sezioni più affollate della mostra "Fare gli italiani" è quella dedicata alla scuola, grazie a foto ingiallite che si animano, quaderni e oggetti di un tempo, ma soprattutto ai banchi di scuola in legno, di varie epoche e fogge. I banchi della mia classe erano più massicci di quelli che ho visto lì, erano inoltre di grandezza diversa passando dalle prime alle ultime file. Il mio incubo erano i calamai, che gli allievi del doposcuola riempivano di carta assorbente, rendendo molto faticosa l'operazione di scrivere con un pennino che tirava su anche una specie di melma filamentosa. Ho però una precisa testimonianza, dal mio quaderno di quinta, della transizione dai vecchi ai nuovi banchi. La data però è sbagliata: la cronaca è dell'11 gennaio 1966

sabato 2 aprile 2011

La storia nei (miei) quaderni di scuola



 La visita alla mostra "Fare gli Italiani" alle OGR, e in particolare alla sezione dedicata alla scuola, curata dal prof. Giovanni De Luna, ha riportato alla mia mente i miei quaderni delle elementari, che attestano una severissima "scuola di italiani" (dovrei dire "scuola di italiane", dal momento che si trattava di una classe solo femminile). Pubblicherò di tanto in tanto alcune di quelle pagine.  In questi giorni da più parti si rievocano le donne del Risorgimento. Il busto di alcune di loro  è stato collocato nella prima sala della mostra alle OGR. Inizio con "La morte di Anita", versi del poeta risorgimentale Giovanni Marradi (1852-1922) e relativa versione in prosa (Dal Quaderno di Lingua italiana di Anna Strumia. Classe V A, Sezione femminile, Scuola Elementare di Stato Santorre di Santarosa, Anno scolastico 1965-66, Insegnante Signora Anna Amasio Armosino )