domenica 10 giugno 2012

A proposito dello spreco di cibo

Domani a Milano sarà presentata una ricerca realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà e dal Politecnico di Milano intitolata "“Dar da mangiare agli affamati, le eccedenze alimentari come opportunità”. Anche se in Italia sprechiamo un terzo in meno che negli USA, è bene, soprattutto in questo momento, individuare errori e comportamenti da evitare. Ecco ad esempio quel che capita da anni nel supermercato vicino a casa mia: kiwi maturi o marci sommersi da strati di kiwi duri, idem per i pomodori. L'altra settimana una signora anziana, alla ricerca di kiwi maturi, ha rinunciato ad acquistarli perché non sta bene andare a sgattare tra la merce esposta. Intanto frutta e ortaggi maturi sommersi da quelli non ancora maturi marciscono. Altra cosa: le confezioni di frutta e ortaggi nella plastica. Quando qualche pezzo ammuffisce in modo vistoso l'intera confezione viene gettata nel sacco dell'immondizia e non è più recuperabile all'interno del supermercato. In questo caso a una signora anziana che si informava sulla possibilità di acquistare il prodotto deteriorato con uno sconto il commesso ha consigliato di attendere e andare a cercare a fine giornata nei bidoni all'esterno. Possibile che non si possa far nulla per evitare tutto questo?


mercoledì 7 marzo 2012

Un fondamentale saggio su donne e politica nel triennio rivoluzionario

È uscito da Alfredo Guida il volume di Elisa Strumia «Rivoluzionare il bel sesso». Donne e politica nel Triennio repubblicano (1796-99).

Il saggio di Elisa Strumia, che si presenta in forma agile e chiara, pur essendo il frutto di un'ampia e meditata indagine documentaria e archivistica, mostra come le donne siano state protagoniste di un momento cruciale della storia italiana, il Triennio rivoluzionario (1796-1799). Con la fine dell'antico regime e l'insediamento dei governi repubblicani, sembrò infatti a molti possibile partecipare alla costruzione di una società nuova, fondata sulla libertà e sull'eguaglianza. Una delle novità più interessanti e meno studiate in quegli anni è costituita dalla comparsa delle donne sulla scena pubblica. Esortate dai patrioti a manifestare la propria adesione al "nuovo ordine di cose”, le "cittadine" non solo parteciparono alle feste, ma frequentarono i circoli costituzionali, pronunciarono discorsi, scrissero lettere ai giornali, organizzarono banchetti patriottici. Appropriandosi delle nuove forme della comunicazione politica, molte donne - non unicamente quelle istruite - esercitarono i diritti di cittadinanza anche quando non li rivendicarono esplicitamente. Alcune di loro, poi, chiesero la parità nelle successioni, la libertà di scelta nel matrimonio, il divorzio, la possibilità di sciogliere i voti religiosi, il diritto all'istruzione.
Elisa Strumia
Editore: Alfredo Guida Editore S.r.l.
Anno: 2012
Collana: Storici e Storia
Pagine: 272
Legatura: Brossura
ISBN: 9788866660330
Prezzo: € 17,00


venerdì 27 maggio 2011

Un incontro dedicato a Emanuele Artom

Mercoledì 1 giugno 2011 alle ore 17 a Torino, Palazzo Lascaris, sala Viglione, incontro su Emanuele Artom. Sarà presentato il documentario Emanuele Artom, il ragazzo di via Sacchi di Francesco Momberti ed il volume Diari di un partigiano ebreo, gennaio 1940-febbraio 1944 di Emanuele Artom, a cura di Guri Schwarz,Bollati Boringhieri editore, Torino, 2008. Intervengono Francesco Momberti, Guri Schwarz, Ugo Sacerdote, saluti di apertura di Valerio Cattaneo, Tullio Levi, presiede Roberto Placido.
Ricordiamo che il padre di Emanuele, Emilio, fu, come docente di Matematica e Fisica, tra i fondatori del Liceo Scientifico di Torino e che dal Galileo Ferraris fu allontanato dalle leggi razziali, nell'autunno del 1938. Ugo Sacerdote lo ebbe come professore e su Emilio darà una importante testimonianza. Per saperne di più consulta la scheda fatta da studenti del laboratorio storico del Galfer.

http://share.dschola.it/galileoferraris/Attivit%20extracurricolari%20previste%20dal%20POF/Laboratorio%20storico/Laboratorio%20storico_Materiali%20e%20Testi/Profilo%20di%20Emilio%20Artom.pdf

sabato 7 maggio 2011

Scuola di Italiani: il prossimo incontro alle O.G.R.

L'incontro di oggi alle O.G.R. per parlare di Scuola di Italiani è saltato, a causa della chiusura delle scuole per la concomitanza del Giro d'Italia e del Raduno Nazionale degli Alpini.  Il prossimo sarà lunedì 28 ottobre 2011. Parleranno gli studenti che hanno lavorato al progetto e ai pannelli. Prendete nota!

Parlare della Festa della Liberazione

Anche quest'anno, come accade tutti gli anni il 25 aprile, nel TG1 delle 8 il "minuto di storia" di Gianni Bisiach è stato dedicato all'uccisione di Mussolini, avvenuta il giorno 28, e a Piazzale Loreto. In questo modo perché si debba festeggiare la Liberazione diventa difficile da capire, a meno che l'intento non sia proprio quello di dire che il 25 aprile non è una data da ricordare. Nessun episodio, nessun crimine commesso da singoli o  gruppi può celare il fatto che la vittoria dei partigiani è stata la vittoria di tutti perché è stata la conquista della Libertà. Se avessero vinto i nazifascisti, avremmo perso la Libertà. Per dire questo non occorrono parole difficili. Come in una pagina di quaderno scritta nel ventennale della Resistenza. Oggi, probabilmente, il tema proposto nel 1965 in una quarta elementare non sarebbe considerato politically correct.















lunedì 25 aprile 2011

25 aprile, Festa della Liberazione

A due dei partigiani commemorati dalla lapide posta all'ingresso del "Galileo Ferraris", Bruno Caccia e Ettore Ruocco, furono intestate borse di studio destinate agli studenti meritevoli: 




Bruno Caccia nacque a Torino il 16 maggio 1925 e dopo la maturità scientifica al Galfer si iscrisse al Politecnico. Dopo l'8 settembre aderì alla banda autonoma partigiana di Silvio Geuna "Gran Dubbione". Fu arrestato, per il tradimento di un compagno, insieme con il fratello Furio e altri la sera nella quale avrebbe dovuto aver luogo  l'attacco all'armeria dell'aeroporto di Venaria Reale.  Morì a 19 anni a Dachau (distaccamento di Mühldorf), arso vivo in un forno crematorio. Sulla sua casa di Corso Vinzaglio 12 fu apposta una lapide a cura della Democrazia Cristiana. Il fratello Furio, al quale dobbiamo una testimonianza su Bruno ( Furio Caccia, Parlo di mio fratello, in "Liberazione. Documentario della lotta clandestina e partigiana", settembre 1943-maggio 1945, Torino, Quaderni del Popolo Nuovo, 1945, p. 18), nel 1945, tornato a Torino, sarebbe stato assunto come annunciatore di Radio Torino Libera  e il 3 gennaio 1954 sarebbe stato il primo giornalista a leggere le notizie in diretta alla TV italiana. (cfr. Maria Grazia Bruzzone, L'avventurosa storia del TG in Italia, Milano, Rizzoli, 2002, passim).

Al sottotenente di artiglieria in S.P.E. Ettore Ruocco, nato a Napoli il 27 gennaio 1920, maturità al Galfer nel 1939-40, partigiano del I Gruppo Divisione Apina Mauri, fu conferita la medaglia d'oro alla memoria con la seguente motivazione:"Ufficiale generoso e pieno di ardimento, fu tra i primi organizzatori del movimento partigiano del Piemonte. Ferito in combattimento, ritornava, appena guarito, tra i partigiani. Attaccato da preponderanti forze tedesche, si batteva eroicamente in tre giornate di duri combattimenti. Catturato, sopportava con stoica fermezza un mese di patimenti e di torture senza mai svelare nulla, neppure il suo nome, per non compromettere i familiari. Cadeva sotto il piombo nemico gridando: Abbasso i tedeschi. Viva l'Italia". Cairo Montenotte, 16 aprile 1944. (Cfr. http://www.italia-liberazione.it/ultimelettere/ultimelettereanagrafe.php?ricerca=717&presentazione=1)

sabato 16 aprile 2011

Soltanto la scuola pubblica può salvare l'Italia

Del buon politico, del valore della scuola pubblica e degli insegnanti ... attraverso alcune considerazioni scritte nel 1965 su un quaderno di scuola, a proposito dell’elezione del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Ovvero come deve essere un buon politico agli occhi di un’allieva di quarta elementare della scuola pubblica di 46 anni fa, oggi insegnante. Per comprendere quanto sia cambiata l’Italia e come soltanto la scuola pubblica ci possa salvare.