La visita alla mostra "Fare gli Italiani" alle OGR, e in particolare alla sezione dedicata alla scuola, curata dal prof. Giovanni De Luna, ha riportato alla mia mente i miei quaderni delle elementari, che attestano una severissima "scuola di italiani" (dovrei dire "scuola di italiane", dal momento che si trattava di una classe solo femminile). Pubblicherò di tanto in tanto alcune di quelle pagine. In questi giorni da più parti si rievocano le donne del Risorgimento. Il busto di alcune di loro è stato collocato nella prima sala della mostra alle OGR. Inizio con "La morte di Anita", versi del poeta risorgimentale Giovanni Marradi (1852-1922) e relativa versione in prosa (Dal Quaderno di Lingua italiana di Anna Strumia. Classe V A, Sezione femminile, Scuola Elementare di Stato Santorre di Santarosa, Anno scolastico 1965-66, Insegnante Signora Anna Amasio Armosino )
sabato 2 aprile 2011
La storia nei (miei) quaderni di scuola
La visita alla mostra "Fare gli Italiani" alle OGR, e in particolare alla sezione dedicata alla scuola, curata dal prof. Giovanni De Luna, ha riportato alla mia mente i miei quaderni delle elementari, che attestano una severissima "scuola di italiani" (dovrei dire "scuola di italiane", dal momento che si trattava di una classe solo femminile). Pubblicherò di tanto in tanto alcune di quelle pagine. In questi giorni da più parti si rievocano le donne del Risorgimento. Il busto di alcune di loro è stato collocato nella prima sala della mostra alle OGR. Inizio con "La morte di Anita", versi del poeta risorgimentale Giovanni Marradi (1852-1922) e relativa versione in prosa (Dal Quaderno di Lingua italiana di Anna Strumia. Classe V A, Sezione femminile, Scuola Elementare di Stato Santorre di Santarosa, Anno scolastico 1965-66, Insegnante Signora Anna Amasio Armosino )
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La storia di Anita è una delle più note, ma le donne che parteciparono al Risorgimento furono moltissime. Se per caso ti interessasse approfondire l'argomento, ti consiglio il sito
RispondiElimina"Il Risorgimento invisibile. Presenze femminili nell'Ottocento meridionale",
a cura di Laura Guidi (http://www.storia.unina.it/donne/invisi/).
E' molto interessante e ti permette di seguire percorsi di vita molto diversi tra di loro, che vanno a comporre un quadro molto più vivo di quanto ci si aspetterebbe; e senza retorica. Per iniziare, potresti leggere la storia di Antonietta De Pace, che, sotto i Borbone, rischiò la condanna a morte per cospirazione; il suo processo fu seguito dalla stampa di mezza Europa.
ciao
Elisa
oddio professoressa. non avrei mai pensato di poter leggere il quaderno di uno dei miei insegnanti.
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